ANGELA FUMAROLA: COMMISSARIA NID PLATFORM 2017

Intervista a cura di Lisa Cadamuro – Redazione NID Platform

Angela Fumarola è direttrice artistica, con Fabio Masi, di Armunia/Festival Inequilibrio. È uno dei tre membri italiani della Commissione di NID Platform 2017.

Lei è stata scelta come commissaria di NID Platform 2017. Conosceva questo progetto? Quali pensa che siano i suoi punti di forza?
Conoscevo il progetto e penso che sia un’occasione interessante di scambio e di dialogo. Se si vuole ampliare la cultura attorno alla danza è importante che ci siano questi momenti di confronto, ambiti che permettano di lanciare lo sguardo oltre, aggiustando il tiro, se necessario, ma sempre nell’ottica di moltiplicare le opportunità.
I punti di forza di NID Platform sono dati dal fatto che a ogni edizione si verifica lo stato delle cose: i processi che l’intera comunità che si occupa di danza mette in essere, attraverso progetti, azioni, scelte e produzioni, trovano un momento di confronto e di valutazione. Direi che il principale punto di forza è proprio l’atto di riflessione cui NID Platform chiama l’intero settore. L’augurio è che la riflessione ci sia, e che produca sempre trasformazione.

Secondo lei, esiste una creatività nuova oggi nella danza italiana?
Ritengo che ci sia un potenziale molto alto. La creatività nelle nuove generazioni riesce a esprimersi con liberata consapevolezza. Certo, c’è un grande impegno volontario e intuitivo in questa crescita. C’è coraggio e rischio da parte di artisti e operatori e, considerati i mezzi di accompagnamento, direi che la scommessa partita per passione e dedizione qualche anno fa, ha fatto germogliare parte del suo potenziale. Si può fare di più, ma credo che il lavoro di tutti vada nella direzione della ricerca di nuove modalità d’intervento, a cui permettere costante evoluzione, perché la creatività non si disperda ma possa consolidarsi. In questo riconosco il grande impulso dato sul piano nazionale dalla Rete Anticorpi XL.

Che cosa si aspetta dalle compagnie e dagli spettacoli che si proporranno per NID 2017?
Mi aspetto scelte che abbiano senso, verità e coraggio. Mi aspetto autori responsabili che sappiano parlare la lingua del mondo fuori dalla mera rappresentazione, mi aspetto compagnie che sappiano gestire la relazione con lo spazio e con lo sguardo di chi riceve.

Quali sono le difficoltà della danza italiana e che cosa farebbe lei per risolverle?
Decentrerei la formazione e la diffonderei il più possibile, lavorerei non solo per formare danzatori ma anche coreografi. Potenzierei le condizioni per agevolare scambi di esperienze e punti di vista fra attori, danzatori, drammaturghi, registi, compositori e coreografi, esattamente come la rete Anticorpi XL con le sua azioni ha già da tempo intuito. Favorirei la nascita di centri d’incontro dove contaminare e raffinare la poetica dei danzatori attraverso una buona attività formativa. Valorizzerei il ruolo delle Residenze Creative e la loro relazione per amalgamare la cultura della danza al tessuto sociale. Agirei in modo profondo per generare altro potenziale provando a scardinare i parametri e gli obblighi numerici almeno per chi programma i nuovi autori. Incentiverei la cultura della danza fra le persone, nei licei coreutici, e la farei praticare ai bambini senza limiti di genere, come strumento di crescita creativa.

Che cosa consiglierebbe a un giovane coreografo/danzatore italiano?
Di viaggiare, girare il mondo e studiare dentro e fuori le accademie, leggere, andare a teatro e ai concerti, non solo agli spettacoli di danza. Ascoltare musica, andare al cinema, studiare, raffinare il gusto, mescolarsi costantemente con le persone e scoprire, scoprire, scoprire. Gli consiglierei di essere curioso e di non temere l’ignoto, di indagare con il corpo attraverso le tecniche più lontane culturalmente, nulla è inutile. Credo che si debba lavorare in espansione per poter mettere a fuoco la propria visione personale. E poi gli sottolineerei il valore della grazia e dell’umiltà, doti rare e preziose.

Una delle novità di NID Platform 2017 è la ricerca di un punto di contatto con il pubblico. Esiste un pubblico della danza contemporanea? Se sì, che cosa può offrirgli NID Platform?
Esiste un pubblico della danza, certo che sì! Per alcuni spettacoli c’è più pubblico e per altri meno, ma sono molti i fattori che determinano questa variabile. Di certo, non ho dubbi, il pubblico che va a vedere la danza non sceglie solo di andare a vedere qualcosa che accade dal vivo, ma sceglie proprio uno spettacolo di danza e non credo che questo sia un elemento da sottovalutare: il pubblico della danza non segue una trama, sta in un flusso. Sono convinta che questo aspetto chiama gli artisti e gli operatori a una grande responsabilità, perché non c’è un punto d’arrivo, ma una crescita costante, che si nutre di occasioni da cogliere per generare sempre nuove possibilità.
NID Platform offre al pubblico un altro punto di vista. Un concentrato di esperienze diverse, un viaggio, che speriamo lo porti fuori dalle aspettative.