Petrillo Bolero

«Il Bolero come atto di identità svelata». Conversazione con Loris Petrillo

 

Le conversazioni sono le sedici interviste agli autori che saranno a NID Platform e che pubblicheremo da luglio a settembre.
Intervista a cura di Lisa Cadamuro, NID Platform staff 

 

Bolero è un classico del repertorio ballettistico. Com’è stato confrontarsi con quest’opera e che lettura ne dà il suo lavoro?
Non è la prima volta che mi confronto con un classico del repertorio, è sempre divertente e stimolante rileggere i classici e riproporli in chiave contemporanea. Con il Bolero ho voluto proporre l’immagine di una fisicità esasperata, il cui movimento è sostenuto dall’incessante crescendo ritmico che espone il corpo e lo predispone al superamento dei propri limiti.

 

Gli interpreti di questo spettacolo sono tutti maschili: perché questa scelta?
Il mio intento iniziale era quello di fare del Bolero un atto di identità svelata, che delinea e si fa misura dei movimenti emotivi caratteristici dell’uomo: il patire e il gioire, la passione e il desiderio di appartenenza, scoperti attraverso una potenza fisica che è sintomo di uno spirito guerriero, capace di vanificare ogni spinta al cedimento e alla rinuncia. E il corpo maschile ben si adatta a questi scopi.

 

Nel suo spettacolo, il legame tra Bolero e potenza fisica è esplicito, non a caso dietro i danzatori appaiono immagini di indigeni Maori impegnati in un Haka. Come è nato questo parallelo?
Mi interessava indagare il corpo maschile senza tuttavia inserirlo in un contesto temporale specifico e limitante. Le immagini dei Maori hanno proprio questa valenza, ponendo a risalto la potenza fisica maschile fuori, a mio avviso, da un immaginario comune in cui immettere il corpo.
È anche una scelta ritmica, laddove lo scorrere delle immagini potenzia l’atto celebrativo del Bolero, impedendone l’esaurimento.

 

Questo è il suo terzo lavoro, dopo Caravan e Il lago dei cigni, per la compagnia Opus Ballet di Firenze. Com’è nata questa collaborazione?
È una collaborazione nata in maniera del tutto casuale e che ha visto nel tempo maturare ottimi risultati e successi, conseguiti con le creazioni da me coreografate per la compagnia.

 

Lei si è formato tra l’Italia e la Francia e la sua carriera professionale è proseguita all’estero per molti anni, prima del suo rientro in Italia. Cos’è cambiato nel panorama della danza in Italia e all’estero in questi anni?
Sì, la mia carriera professionale si è svolta quasi del tutto all’estero tra la Svezia, la Svizzera, il Belgio e la Francia. In questi anni a parer mio la danza, anche se ha dato l’impressione di aver avuto uno slancio di interesse tra la gente, ha purtroppo ceduto ad un meccanismo commerciale che ha colpito, tra l’altro, tutto il panorama culturale. Su queste basi, l’amatorialità ha preso il sopravvento, contribuendo alla crescita di quello che io definisco il “nulla artistico”. Fortunatamente, nonostante il quadro generale sia abbastanza avvilente, esistono realtà – poche purtroppo – che fanno un ottimo lavoro e che frenano l’implosione culturale a cui abbiamo assistito.

 

Che cosa si aspetta da questa edizione di NID Platform?

Personalmente non mi aspetto nulla da NID. Spero soltanto che venga premiato il lavoro di qualità che purtroppo negli ultimi anni non viene riconosciuto nemmeno da chi dovrebbe proteggerlo.

 

Loris Petrillo

Loris Petrillo si forma in danza classica e contemporanea tra l’Italia e la Francia. Molto rilevante per la sua formazione di danzatore è l’incontro con Dan Moisev a Parigi, che gli permette di avviare da giovanissimo un’importante carriera come primo ballerino e solista in Italia al Balletto di Toscana. La sua carriera prosegue per molti anni al Goteborgs Opera Ballet, al Ballet Royal de Wallonie e allo Stadttheater di Berna. A conclusione della carriera all’estero, torna in Italia dove viene invitato come coreografo da Aterballetto, Teatro Regio di Torino, Teatro di Torino, Teatro Sociale di Rovigo e Compagnia Opus Ballet. Nel 2000 fonda la Compagnia Petrillo Danza per la quale crea un ricco repertorio di opere di impegno sociale, politico e culturale. Dal 2010 a oggi ha collaborato con la Compagnia Opus Ballet per le produzioni di Caravan, Il lago dei cigni, Bolero e Gaite Parisienne.