“Il mio Pulcinella malinconico e drammatico, simbolo di verità e di libertà”. Conversazione con Michele Merola

 

Le conversazioni sono sedici interviste agli autori che saranno a NID Platform e che pubblicheremo da luglio a settembre.

Intervista a cura di Lisa Cadamuro – NID Platform staff 

 

Pulcinella è un classico della danza del XX secolo. Fu rappresentata per la prima volta nel 1920 ad opera dei Ballets Russes con coreografie di Leonide Massine, musiche di Igor Stravinskij, scene e costumi di Pablo Picasso. Perché ha scelto quest’opera e com’è stato avvicinarsi a un grande classico del passato?

Nel realizzare questa nuova versione di Pulcinella, ho cercato, rispettando il passato e i grandi capolavori prodotti sul tema, una mia propria strada per raccontare questo personaggio, mettendo insieme alcuni brani della partitura originale di Igor Stravinskij e le “escursioni” realizzate dal compositore Stefano Corrias. L’idea dello spettacolo, concepito assieme a Cristina Spelti che ne ha curato anche le scene e le luci (i costumi sono di Patricia Villirillo), mette in evidenza il versante solitario, malinconico e drammatico dell’alfiere napoletano, ma anche lo ritrae come immagine di verità e di libertà.

 

Accanto ai brani di Igor Stravinskij, ci sono le escursioni contemporanee del compositore Stefano Corrias. Vuole dirci qualcosa di più?

Con Stefano Corrias ho già collaborato per la rilettura del Bolero di Ravel, partitura musicale su cui ho creato la mia precedente coreografia. Nel caso di Pulcinella, Corrias ha creato una vera e propria colonna sonora, composta da alcuni brani del balletto e da brani inediti composti per questa occasione. La contaminazione della partitura originale è dettata dall’esigenza di disporre di momenti più intimi, per poter chiarire meglio chi sia veramente Pulcinella, evidenziando così il lato introspettivo del personaggio.

 

Lei non ha voluto seguire la trama originale, concentrandosi di più sul personaggio. Che cosa la affascina di Pulcinella?

In quanto maschera, Pulcinella fa parte di me, della mia cultura, essendo io di origine napoletana. Era da molto tempo che pensavo a un brano coreografico sul personaggio che da oltre quattro secoli attraversa la storia del teatro italiano. Partendo dallo studio della tradizione, ho cercato di raccontare un mio Pulcinella… sicuramente malinconico e drammatico, ma anche simbolo di verità e di libertà. L’ispirazione per questa coreografia arriva da varie fonti, oltre che dalla tradizione del balletto originale: in particolare ho preso spunto dall’iconografia pittorica del Tiepolo, dalle sue centoquattro tavole del Pulcinella ovvero Divertimento per li ragazzi, e da alcuni scritti sul personaggio del filosofo Giorgio Agamben.

 

Nel nostro immaginario, così come nel balletto originale, Pulcinella è in bianco e nero. Qui, Pulcinella è in rosso. Come mai?

Nel bianco e nero predominante dei costumi di scena, compare una punta di rosso: è il cuore di Pulcinella, che batte al di là di ogni tentativo di farlo morire e continua a pulsare, nel bene e nel male, nel bianco e nel nero. Nella coreografia, infatti, si percepisce più volte la continua possibilità di rinascita del personaggio, perché la libertà che porta in sé Pulcinella, tutto quello che è nuovo, tutto quello che è verità potrebbe essere soffocato, ma sempre torna a vivere.

 

Ha fondato la sua compagnia, la MM Contemporary Dance Company, nel 1999. Com’è cambiato il suo modo di creare in questi anni?

Sicuramente affronto il lavoro coreografico con una maturità differente. Il percorso che precede la messa in scena di una nuova opera è molto più lungo e ragionato, ricerco il perché di ogni passaggio e cerco, insieme ai miei danzatori e allo staff artistico, di non lasciare nulla al caso. Avendo poi un nucleo di danzatori che lavora con me stabilmente da anni, il lavoro viene arricchito dal loro sentire e percepire il movimento che ricerco. Una simbiosi che porta sempre a scoprire nuove strade, pur rimanendo la mia una danza che trae sempre spunto e ispirazione dalla tradizione del balletto contemporaneo.

 

Questa è la sua seconda partecipazione a NID Platform. Che cosa si aspetta dall’edizione 2017?

Per la MMCDC è un onore essere stati inseriti nel programma di NID Platform di quest’anno: è un bel riconoscimento, sicuramente un segnale di apprezzamento per il lavoro che con tutta la compagnia stiamo portando avanti in questi anni. Siamo dunque molto felici di essere a Gorizia.
Da questa nuova NID ci auguriamo e auspichiamo che crescano maggiormente le occasioni di conoscenza e confronto con gli operatori stranieri e italiani e che, rispetto all’edizione precedente, vengano implementate le presenze di nuovi operatori stranieri, operatori che programmino tutti i generi di danza, dando così occasioni e spazio ai diversi stili e alle diverse realtà italiane. Infine, speriamo che NID sia anche un’occasione vera per favorire scambi e alleanze fra gli artisti italiani, testimoni e portavoce della cultura contemporanea.

 

Michele Merola

Michele Merola si è formato presso l’Associazione Balletto Classico diretta da Liliana Cosi e Marinel Stefanescu a Reggio Emilia e in seguito ha lavorato come danzatore presso le compagnie Toulon Opera House, Aterballetto, Arena di Verona. Nel 1999 ha fondato la MM Contemporary Dance Company, di cui è direttore artistico e coreografo principale, con cui ha portato in scena molte sue coreografie, sia in Italia che all’estero. Dal 2000 numerose sono le sue creazioni anche per altre compagnie, come l’Aterballetto, il Teatro San Carlo di Napoli, la Dominic Walsh Dance Theatre, il Teatro Massimo di Palermo, lo Junior Balletto di Toscana, il Teatro Nazionale di Belgrado. Nel 2008 riceve il Premio Positano Leonide Massine per l’Arte della Danza e nel 2016 il Premio Giornale della Danza Award come Migliore Coreografo italiano. Dal 2010 Merola è, con Enrico Morelli, direttore artistico di Agorà Coaching Project, corso di perfezionamento professionale per danzatori con sede a Reggio Emilia.