«Il corpo continua a cambiare, instancabilmente». Conversazione con Davide Valrosso

 

Le conversazioni sono le sedici interviste agli autori che saranno a NID Platform e che pubblicheremo da luglio a settembre.
Intervista a cura di Lisa Cadamuro, NID Platform staff 

 

Il suo lavoro, We_pop, è l’esito di un lavoro di ricerca che è iniziato con il progetto I would like to be pop. In questo slittamento dall’io al noi, dall’intenzione alla realizzazione, è forse contenuta l’evoluzione di questo spettacolo?

Sicuramente lo spettacolo ha avuto una sua evoluzione o comunque una sua trasformazione. Inizialmente volevo fare un lavoro che avesse delle connotazioni riconducibili alla pop art o che avesse in qualche modo a che fare con la popolarità: la mia era più una dichiarazione di desiderio. Poi il lavoro si è semplificato, ha preso una connotazione diversa sia dal punto di vista estetico sia da quello concettuale: così è nato We_pop.

 

In che senso il movimento del corpo può essere pop?

Il mio desiderio era portare la danza concettuale a un livello più popolare. Così ho sviluppato una serie di strutture e sistemi di movimento molto legati alla danza degli anni Novanta, creando qualcosa di abbastanza canonico dal punto di vista della struttura compositiva ma ricco di codici enigmatici, derivato da una ricerca sulla qualità del gesto e sulla sua capacità di evocare immagini e significanti. Questo lavoro rappresenta per me un ponte tra un mondo che ho frequentato per molto tempo e qualcos’altro, che lo contamina.

 

Lei ha lavorato a lungo come danzatore e solo negli ultimi anni ha sviluppato la sua personale ricerca come autore. Com’è avvenuto questo passaggio e quanto di questo vissuto si riflette in We_pop

Ho sempre voluto fare l’autore, anche se essere un danzatore è stato molto importante per fare esperienza. Sono convinto che l’autore non è solo un creatore, ma è chi ha la capacità di trasmettere qualcosa ad altri corpi, che sono materia viva e mutevole. Il corpo non è come il marmo, continua a cambiare, instancabilmente. La mia arte si trasmette tramite un corpo a un altro corpo, che ha altra arte in sé, quindi è un incontro di energie. Non mi sono mai definito autore, fino a che quest’anno mi sono dato delle risposte a domande importanti: quale ruolo ha la danza contemporanea adesso? Cosa può fare? Dove può arrivare?  Nel momento stesso in cui mi sono dato queste risposte, che influenzano tutti i miei precetti creativi, ho iniziato a definirmi autore. Ho pensato a We_pop come a un lavoro semplice, un ponte di congiunzione tra il dualismo della danza moderna e quella concettuale, per accompagnare il pubblico verso un altro modo di concepire la danza. C’è sempre un dualismo tra la danza moderna e quella più concettuale, e questo lavoro può arrivare proprio lì, nei luoghi non frequentati dalla danza concettuale.

 

Com’è iniziata la sua collaborazione con l’associazione VAN, che sostiene il suo spettacolo?

La collaborazione è nata in modo molto informale, perché sono amico di Marco D’Agostin. Conoscevo artisticamente sia Giorgia Nardin sia Francesca Foscarini e avevo visto in scena gli altri artisti, Andrea Costanzo Martini e Camilla Monga. Sono davvero contento di collaborare con loro. Credo che tutti gli associati portino in giro lavori validissimi, benché nella diversità più assoluta: siamo lontanissimi uno dall’altro e quello che ci accomuna è il fatto di presentare una proposta generazionale di grande qualità.

 

Che cosa si aspetta da questa edizione di NID Platform?

Preferisco non avere aspettative e limitarmi a presentare il mio lavoro nel migliore dei modi. Naturalmente m’interessa moltissimo vedere gli altri lavori per capire in che momento storico viviamo e che cosa succede attorno a noi, e anche donare qualcosa di me.

 

Davide Valrosso

Dopo il diploma presso L’English National Ballet, studia in numerosi centri di formazione contemporanea europei. Da cinque anni collabora stabilmente con la compagnia Virgilio Sieni. Durante la sua carriera collabora con: Cristina Rizzo, Fabrizio Favale, Tino Sehgal, Paolo Bronstein, Ariella Vidach, Laura Corradi, Paolo Mohovich, Gustavo Ramirez, Jacopo Godani, Eugenio Scigliano, Raymon Sullivan, Daniele Ninarello, Antonello Tudisco, Raphael Bianco, Pascal Touzea. Attualmente è impegnato come autore con “Cosmopolitan Beauty” prodotto da CANGO_Centro di Produzione sui linguaggi del corpo e della danza e “We_Pop” commissionato dal Festival Oriente Occidente, di cui è artista associato. Recentemente selezionato per “ResiDanceXL”-2017 progetto di sostegno alla creazione e nel progetto “Prove D’autore” della rete AnticorpiXl tramite cui lavorerà per il Balletto di Roma. Inoltre lavorerà per l’Accademia nazionale di danza di Roma, per il progetto Resi’AND.