(RE)think
dance.

NID New Italian Dance Platform
Reggio Emilia 10-13 October 2019

NID Platform
I CENTRI DI PRODUZIONE
 
DANCEHAUSpiù

Ballade
Preghiera profana

Uno spettacolo di Susanna Beltrami

Musiche originali Cesare Picco

Interpreti Davide Boi, Chetan Chauhan, Fabrizio Calanna, Fabio Calvisi, Cristian Cucco, Mario Giallanza, Marco Labellarte, Alessandro Lely, Giovanni Leone, Giuseppe Morello, Simone Paris, Simone Rossari, Claudio Santarelli

Parole e voce Delì

Assistente di Compagnia Arianna Guaglione

Una co-produzione DANCEHAUSpiù – MilanOltre Festival 

In collaborazione con Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona con il sostegno di NEXT 2018/2019 – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo

Un vagabondaggio solitario nella periferia cittadina, una ballata, un incedere ebbro che si fa corsa disperata, urlo che squarcia la notte piovosa. Una riscrittura originale in chiave “streetromantic” a partire da La notte poco prima della foresta di B. M. Koltès a cura della coreografa Susanna Beltrami in collaborazione con il compositore e pianista Cesare Picco e la partecipazione del performer Delì, in scena con una partitura inedita. Un incontro tra coreografia, corporeità, parola e suono per intonare il canto dell’uomo Koltès che si sta avvicinando inesorabile alla fine della propria vita. Il canto di tutti coloro che sono stati relegati ai margini, in quello spazio “poco prima di” che è luogo fisico e esistenziale.

In programma

1 aprile 2019 | Teatro Amilcare Ponchielli | Cremona (anteprima nazionale)

Festival MilanOltre 2019 | Teatro Elfo Puccini | Milano (debutto)

Golem

Uno spettacolo di Erika Silgoner

Golem è la nuova produzione di Erika Silgoner/ESKLAN, già vincitrice dell’International-Solo-Dance-Theatre Festival Stuttgart, artista associata sostenuta e coprodotta dal Centro di Produzione DANCEHAUSpiù. In scena i corpi di due danzatrici, una alter ego dell’altra, specularmente in antitesi, a rappresentare il buio e la luce, il peso e la leggerezza. Un dialogo che porterà alla riscoperta del sé nell’altro.

 

 

CENTRO NAZIONALE DI PRODUZIONE VIRGILIO SIENI 

Titolo in via di definizione

Coreografia e spazio Virgilio Sieni 

Interpreti 6 danzatori 

Musiche Arvo Pärt

Luci Mattia Bagnoli

Nuova produzione 2019 

Debutto Festival Bolzano Danza, luglio 2019

L’infinito si può forse intravedere nelle minime incrinature della marionetta che accenna un movimento, in ciò che è prima e dopo l’azione, spazio tattile che forma l’uomo nelle oscillazioni invisibili della persona. L’infinito si può forse intravedere nell’approssimarsi al primo passo, nel riflesso giocoso della luce che coglie di sorpresa un corpo. L’infinito che fa capolino nel momento in cui il gesto cola dal corpo al corpo rimanendo nel corpo.

Così il Viandante ci appare nell’infinito dello spazio tattile, colto nel momento in cui cammina sospeso e ci viene incontro, oltrepassandoci, donandoci le “spalle”: in quell’istante di passaggio noi vediamo l’uomo sulla soglia della vita. Una sequenza di brani composti da Arvo Pärt guida la creazione di queste apparizioni partendo da alcune riflessioni insieme al filosofo Sergio Givone.

Il respiro delle danze che compongono lo spettacolo cerca di essere una meditazione sull’infinito del gesto. Danze che arrivano e tornano dal fondo come una pulsazione continua di avvenimenti, incontri fiabeschi, originati ogni volta dall’addentrarsi in uno spazio boschivo. Nel chiaro del corpo, nelle qualità della luce e dell’ombra, nella natura delle cose, ogni danza giunge davanti come un esercizio di ascolto che richiama all’animale, a viandanti che intrecciano e stratificano nei loro gesti la strada percorsa e quella da fare. Potrebbero sembrare presenze della storia addensate nelle narrazioni della nostra natura articolare, illimitatezza che tende verso un’archeologia fisica della commozione.  Ma chi arriva dal fondo? Chi sono i viandanti?

Scorrono figure e presenze colte lungo il cammino, una comunità che si sta spostando e che lascia affiorare un racconto per episodi sulla storia dell’uomo, il suo porsi sulla soglia della gravità e della leggerezza: danze che narreranno d’inciampi, errori, ma anche di leggende che il corpo custodisce.
Virgilio Sieni

 

 

SCENARIO PUBBLICO/COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA

A.semu tutti devoti tutti?

Coreografie e regia Roberto Zappalà

Musica originale Puccio Castrogiovanni (Lautari) 

Premio Danza&Danza 2009 Produzione Italiana dell’Anno

nuovo allestimento debutto 6 febbraio 2019 

3° tappa dal progetto “re-mapping Sicily” – Creazione per 8 danzatori e 4 musicisti 

Una coproduzione Teatro Stabile di Catania e Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza Centro di Produzione della Danza in collaborazione con il Festival MilanOltre

La compagnia è sostenuta da MIBAC e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo

Lo spettacolo è dedicato alla Santa patrona della città di Catania – a cui sono stati strappati i seni per punizione al rifiuto a contrarre matrimonio con il proconsole – e alla sua immensa processione e festa. Utilizzando un apparato iconografico tradizionale che si sposa con la contemporaneità, parla una lingua universale affrontando tematiche attualissime come la violenza sulle donne, i fondamentalismi coperti da motivazioni religiose e interessi economici.

Una Sicilia tra fascino, misticismo e cruda realtà. La danza pura e viscerale di Roberto Zappalà ritrae l’ambivalenza della processione di Sant’Agata a Catania, tra sacro e profano, spiritualità e illegalità. La morbida chitarra di Carmen Consoli in video ripropone in chiave rock il celebre canto delle monache Clarisse, la musica dal vivo dei Lautari, l’evocativo fondale di 1600 reggiseni cuciti e appesi e sette uomini che portano “in trionfo” il corpo della Santa, fanno da controcanto al paradosso del messaggio insito nel titolo A. Semu tutti devoti tutti?. Una riflessione laica sui fondamentalismi che oscurano la società e la vera spiritualità. Uno spettacolo pop, dal “linguaggio fisico machista, testosteronico, volutamente selvaggio, ossessivo, e in genere una danza molto energetica” (Anna Bandettini) ma anche lirico, filosofico e civile. 

 

 

FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA/ATERBALLETTO

“O”

Per due danzatori

Coreografia Philippe Kratz 

Musica Mark Pritchard e The Field 

Costumi Francesca Messori

Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

L’idea alla base di “O” è l’eternità e come raggiungerla è l’obiettivo finale dell’umanità. Come nell’estate del 2017 a Hong Kong, quando per la prima volta due robot umanoidi hanno interagito l’un con l’altro, è diventato chiaro a tutti che un futuro, in cui la conoscenza umana accumulata viene trasmessa comunicando materiale inorganico, è a portata di mano. Quindi “O” può essere visto come due esseri umani o due robot che celebrano in uno stato di trascendenza e realizzazione emotiva, entrambi che si muovono verso il ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili.

E come il computer dell’astronave Hal nel film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio” dice: “So di aver preso alcune decisioni molto scarse di recente, ma posso darti la mia completa assicurazione che il mio lavoro tornerà alla normalità. Ho ancora il massimo entusiasmo e fiducia nella missione. E voglio aiutarti.” 

Primo premio al 32° Concorso Coreografico di Hannover – giugno 2018 

Philippe Kratz è ‘Member of stARTacademy of the Bayer Arts & Culture. 

MAPS 1:610 

Per 5 danzatori 

Coreografia Saul Daniele Ardillo 

Opere Jorge R. Pombo 

Musica Fryderyk Chopin 

Sound Design Alessandro Grisendi 

Costumi Lazzaro Mussini 

Luci Carlo Cerri 

Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Progetto nato in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani

MAPS 1:610 nasce dall’incontro tra Jorge R. Pombo, pittore e Saul Daniele Ardillo, coreografo, per una creazione site specific. Le connessioni tra tecnologia, danza e pittura diventano il cuore della ricerca dei due artisti: a Pombo è lasciato il compito di reinterpretare a carboncino – in un incontro tra digitale ed analogico – le piante di alcune grandi città prese da google maps; mentre i ballerini, su coreografia di Ardillo, completano l’opera danzando “sulle” tele del pittore, nella versione site specific, o “davanti” ad esse nella versione da palcoscenico che vedremo alla NID. Pombo, ispirato dai concetti del leggendario Black Mountain College e interessato ad indagare l’intervento del caso e la perdita di controllo sul processo pittorico, trova nella danza un prezioso alter ego al quale consegnare parte della creazione, lasciandole il compito di completare in modo del tutto autonomo l’opera. Dal canto suo Ardillo coglie l’occasione di sviluppare un codice coreografico in cui il movimento non è più esclusivamente “fine” ma anche “mezzo” creativo.

LA PICCOLA BELLEZZA (titolo provvisorio)

Per 4 danzatori

Coreografia e scene Saul Daniele Ardillo

Drammaturgo Simone Giorgi

Consulente musicale Roberta De Piccoli

Costumi Lazzaro Mussini

Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Coproduzione Accademia Perduta | Romagna Teatri

Partner di progetto Reggio Children; Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia 

La bellezza nascosta, la bellezza da scoprire per sottrazione, la bellezza fuori dai canoni mediatici: intorno a questo tema abbiamo lavorato per dare vita ad uno spettacolo per bambini. Per offrire una lettura sincera, qualche emozione e piccole tracce per scoprire quanto rimane nascosto da molti rumori di fondo. 

Ed è la bellezza quella scoperta che un team di pedagogisti, scienziati, artisti e sociologi ha provato a cercare, grazie a Costruzione del futuro, un processo di ricerca, nato nella primavera del 2018 e condiviso da Fondazione Nazionale della Danza, Accademia Perduta e Reggio Children. 

Un viaggio di andata e ritorno: non si tratta solo di indirizzare i linguaggi della danza contemporanea verso un’arte coreutica di futura generazione, capace di dialogare con il mondo dell’infanzia. Lo spettacolo nasce con i bambini, prima di iniziare il suo viaggio verso i bambini. Sono tre i gruppi coinvolti (rispettivamente di 4, 6 e 8 anni), che interagiranno con le storie raccontate dal drammaturgo Simone Giorgi (L’ultima famiglia felice, ed. Einaudi) e con i gesti del coreografo Daniele Ardillo (uno dei coreografi più interessanti che stanno crescendo all’interno di Aterballetto). Bambini che non saranno solo spettatori quindi, ma complici del processo creativo. 

Lo staff di creazione, oltre a Giorgi e Ardillo, prevede lo sguardo attento e costante di pedagogisti e di una consulente musicale specializzata oltre ai quattro giovanissimi danzatori scelti in Italia e all’estero.

 

Il programma di NID Platform verrà pubblicato a giugno 2019.