ALCE

Fabrizio Favale

coreografia di Fabrizio Favale
interpreti Daniele Bianco, Martina Danieli, Daniel Cantero, Pietro Conti Milani, Claudia Gesmundo, Mirko Paparusso, Andrea Rizzo, Daniel Tosseghini, Po-Nien Wang
musiche Christian Fennesz, James Holden, Dark Morph, Nathan Fake, Team Ghost, Jónsi & Alex
scene, luci, costumi First Rose 
co-prodotto da Festival MILANoLTRE, KLM – Kinkaleri, Le Supplici, mk 

con il contributo di MiC, Regione Emilia-Romagna
con il supporto di ATER, h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza, Sementerie Artistiche, Crevalcore, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo per il progetto Next 
si ringrazia Teatro Duse Bologna e DAS Bologna per la gentile concessione degli spazi

La cifra stilistica di Fabrizio Favale è fortemente caratterizzata da una connessione con i ritmi e le forme della natura. In Alce approfondisce con il suo gruppo Le Supplici una tematica che da lungo tempo indaga ed è fonte di invenzione di diversi lavori: la presenza animale e il nostro rapporto con essa.

Stranamente più prossima a noi via via che allentiamo la nostra presa sul mondo, la presenza animale si rivela sottile, evanescente, quasi spettrale, eppure così densa di suoni e linguaggi incomprensibili, di nuovi sensi dello spazio e del tempo, di nuove possibilità relazionali fra tutte le creature. Da questi presupposti questo lavoro si muove verso astrazioni di un altrove indefinito. Inventa movimenti come fossero di esseri d’altri mondi, come di animali immaginari, o come strane popolazioni ormai estinte o mai esistite.

I nove danzatori disegnano un paesaggio sconosciuto, alieno e lo abitano come sue creature, in una danza corale a tratti ritmata e tribale, a tratti rarefatta ed evanescente. 

In Alce figure zoomorfe (alcune ispirate alla tradizione popolare arcaica, altre inventate) punteggiano il trascorrere della coreografia, come in un enigmatico dialogo da lontano.

Biografia

Fabrizio Favale dal 1999 ha creato oltre 30 coreografie ed è invitato da numerosi festival e teatri di alta rilevanza internazionale come Théâtre National de la Danse Chaillot Paris, Biennale de la Danse de Lyon, La Biennale di Venezia, SIDance Seoul, Varna International Festival e molti altri. Ha ricevuto prestigiosi premi per la coreografia in Spagna, Germania, Italia e Serbia.

La sua danza è orientata all’astrazione, tipica delle tecniche americane con cui si è formato. I paesaggi coreografici che disegna nelle sue opere sembrano rimandare di volta in volta a mondi lontani e sconosciuti, in cui la danza si presenta come un orizzonte libero da interpretazioni e classificazioni.

Inventa una serie di formati sperimentali di programmazione per Festival e Teatri italiani. I principali sono: Piattaforma della Danza Balinese (2014-2015) per Santarcangelo Festival e Circo Massimo (2016-2017) per Teatro Duse Bologna.

Il suo progetto outdoor Le Stagioni Invisibili – Ciclo Coreografico Infinito, ha ricevuto il Premio Produzione PerChiCrea 2019 di Siae e Mibac ed è rientrato nella rosa degli 8 migliori progetti outdoor europei 2021 del Big Pulse Dance Alliance nel programma Open Air Commissions. Per il triennio 22-24 è Artista Associato Italiano di MILANoLTRE.

Teatro Astra