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dance.

NID New Italian Dance Platform
Reggio Emilia 10-13 October 2019

NID Platform

A. semu tutti devoti tutti?

Teatro Municipale Valli - Piazza Martiri del 7 Luglio 1, Reggio Emilia - sabato 12 ottobre, ore 21.30

Durata: 70 minuti

Coreografia di: Roberto Zappalà

Interpreti:

Adriano Coletta, Valeria Zampardi, Alain El Sakhawi, Alberto Gnola, Salvatore Romania, Fernando Roldan Ferrer, Antoine Roux-Briffaud, Massimo Trombetta

Altri crediti:

Musica originale (dal vivo): Puccio Castrogiovanni (Lautari), Altre musiche: Dire Straits, Rosario Miraggio, Gustav Mahler, Burt Bacharach, Costumi: Marella Ferrera e Roberto Zappalà, Drammaturgia: Nello Calabrò e Roberto Zappalà, Testi : Nello Calabrò, Video: Regia Nello Calabrò e Roberto Zappalà / interprete Carmen Consoli, Direzione tecnica: Sammy Torrisi, Direzione generale: Maria Inguscio, Musicisti: Gionni Allegra, Chitarre: Puccio Castrogiovanni, Corde, marranzani e fisarmonica: Salvo Farruggio, percussioni: Peppe Nicotra, Basso, Una coproduzione: Teatro Stabile di Catania e Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza Centro di Produzione della Danza in collaborazione con il Festival MilanOltre, La compagnia è sostenuta da: MIBAC e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo

 

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Spettacolo

Utilizzando un apparato iconografico tradizionale che si sposa con la contemporaneità, lo spettacolo parla una lingua universale affrontando tematiche attualissime come la violenza sulle donne, i fondamentalismi coperti da motivazioni religiose e interessi economici. A.semu tutti devoti tutti? è dedicato alla Santa patrona della città di Catania – a cui sono stati strappati i seni per punizione al rifiuto a contrarre matrimonio con il proconsole – e alla sua immensa processione e festa.

Una Sicilia tra fascino, misticismo e cruda realtà: la danza pura e viscerale di Roberto Zappalà ritrae l’ambivalenza della processione di Sant’Agata a Catania, tra sacro e profano, spiritualità e illegalità. La morbida chitarra di Carmen Consoli in video ripropone in chiave rock il celebre canto delle monache Clarisse, la musica dal vivo dei Lautari, l’evocativo fondale di 1600 reggiseni cuciti e appesi e sette uomini che portano “in trionfo” il corpo della Santa, fanno da controcanto al paradosso del messaggio insito nel titolo A. Semu tutti devoti tutti?. Una riflessione laica sui fondamentalismi che oscurano la società e la vera spiritualità. Uno spettacolo pop, dal “linguaggio fisico machista, testosteronico, volutamente selvaggio, ossessivo, e in genere una danza molto energetica” come lo ha definito Anna Bandettini, ma anche lirico, filosofico e civile.

Coreografo

Da 28 anni Roberto Zappalà corre e racconta un sud vivo e vibrante “con tenacia, lucidità, visione e continua voglia di andare avanti, di perfezionare la sua poetica, di dare una casa alle sue idee di danza, naturalmente umanista e filosofica” (delteatro.it). Alcune caratteristiche delle sue creazioni: il personale racconto della sua terra, la Sicilia, un rigoroso lavoro sul suo linguaggio coreografico denominato MoDem, e la ricerca sulla fragilità dei corpi, il tutto caratterizzato da un’intensa linea poetica e da un profondo dialogo con l’“umano”. Nel 1990 il coreografo ha fondato la Compagnia Zappalà Danza, per cui ha realizzato oltre 60 creazioni, ha anche collaborato con altre compagnie tra cui Balletto di Toscana, Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Norrdans, ArtEZ Arnhem, Goteborg Ballet, Theater am Gaertnerplatz di Monaco. Nel 2011 ha realizzato le coreografie della cerimonia di apertura dei Mondiali di Scherma, nel 2016 ha curato il progetto Parata Urbana per il Festival Torinodanza e per il Défilée della Biennale di Lione. Ha collaborato con registi d’opera quali Federico Tiezzi, Daniele Abbado e Giorgio Barberio Corsetti e con artisti del panorama internazionale tra cui Giovanni Sollima, Paolo Fresu, Fabio Vacchi, Vincenzo Pirrotta, Alfio Antico, Gianluigi Trovesi. Ha prodotto alcuni testi sulla metodologia del suo lavoro, di recente editi in un unico volume Omnia Corpora. Zappalà è anche responsabile del recupero e ideazione di Scenario Pubblico a Catania, aperto nel 2002, raro esempio in Italia di centro coreografico europeo. Nel 2013 ha ricevuto il Premio dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Compagnia

Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza è uno dei quattro Centri di Produzione della Danza riconosciuti dal MIBAC nel 2015. È collocato a Catania, in Sicilia, ed è l’unico nel Centro-Sud Italia. Il Centro produce la compagnia stabile “Compagnia Zappalà Danza”, compagnia di punta del panorama italiano, fondata nel 1990 dal coreografo Roberto Zappalà e sostenuta sin dal 1996 dal MIBAC e dalla Regione Sicilia. Diversi i premi che la compagnia ha ottenuto per il suo repertorio di oltre 80 creazioni, ospitate in tutto il mondo da teatri e festival di rilievo internazionale, risultato del lavoro sinergico tra il coreografo Roberto Zappalà, il suo drammaturgo di riferimento Nello Calabrò e i suoi danzatori.
Grazie alla volontà del direttore artistico Roberto Zappalà e a fondi privati e della Comunità Europea, nel 2002 la compagnia ha inaugurato Scenario Pubblico, struttura articolata in un teatro black box, sale danza, uffici e un caffè nel cuore della città di Catania, divenuto immediatamente luogo di aggregazione urbana intorno ai linguaggi del corpo. Diverse sono le attività che si svolgono a Scenario Pubblico: produzione, ospitalità, residenze, workshop, incontri, pubblicazioni e molto altro, rendendo lo spazio un luogo dove la danza può esprimere tutto il suo potenziale.
Il Centro è anche dedicato al sostegno dei coreografi emergenti, con un programma articolato di residenze chiamato Acasa, destinato a singoli progetti o ai coreografi associati che collaborano per un periodo di tre anni.
Oltre alla Compagnia Zappalà Danza, il Centro produce anche la “CZD2/giovane compagnia Zappalà danza” con danzatori selezionati in tutto il mondo. Ogni anno diversi artisti sono invitati a creare coreografie originali per questo giovane gruppo.
Inoltre, molte compagnie di danza italiane e internazionali sono ospitate a Scenario Pubblico in una ricca stagione di danza che va da settembre ad aprile con circa 120 spettacoli all'anno. Negli ultimi anni, il Centro ha iniziato a organizzare il FIC Festival volto a presentare al pubblico la danza contemporanea emergente.
Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza è partner fondatore della rete europea DQD-Danse Qui Danse.

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