(RE)think
dance.

NID New Italian Dance Platform
Reggio Emilia 10-13 October 2019

NID Platform

La 5a edizione di NID Platform si svolgerà a Reggio Emilia, città con una lunga tradizione di danza, rinomata per il pubblico competente ed esigente, nonché una delle aree più significative in Italia per produzione, fruizione e diffusione dell’attività di spettacolo dal vivo.

 

Negli anni Reggio Emilia si è configurata come “città della danza” grazie ad un ampio lavoro della Regione Emilia-Romagna a sostegno della danza d’autore, all’incremento della produzione e distribuzione di spettacoli, e alla professionalità e qualità dimostrata tanto da compagnie storiche che da artisti emergenti.   

 

Lo stesso sistema teatrale presente a Reggio Emilia è unico in Italia: i tre teatri gestiti dalla Fondazione I Teatri, il Teatro Municipale Valli, il Teatro Ariosto e il Teatro Cavallerizza, si affacciano attorno ad un’unica piazza, nel centro storico della città; completa il quadro la Fonderia, sede della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, esempio quasi unico in Italia di riconversione di un luogo simbolico della storia economica-industriale della città in un hub culturale dedicato alla danza nelle sue diverse declinazioni.

 

TEATRO MUNICIPALE ROMOLO VALLI

Costruito tra il 1852 e il 1857, dopo l’incendio del settecentesco teatro della Cittadella, il nuovo Teatro Municipale, fortemente voluto dalla comunità reggiana e progettato dall’architetto modenese Cesare Costa, con la sua presenza monumentale diventa presto centro di gravitazione della vita urbana, fulcro della sua vita culturale, luogo di incontro privilegiato della cittadinanza. 

Dopo un lungo periodo a conduzione privata, nel 1957 il teatro Municipale passa alla gestione pubblica, evento che apre nuove e più ampie prospettive d’uso per la struttura. E già intorno ai primi anni Settanta si intraprende un sistematico e continuo lavoro di restauro conservativo, di recupero di spazi in disuso e di adeguamento tecnologico.

Il suo palcoscenico ha ospitato grandi cantanti e musicisti, prestigiose orchestre e compagnie di danza, ha visto dirigere importanti direttori e recitare le migliori compagnie di prosa della scena italiana. 

Ancora più che nel passato, oggi il Municipale, che dal 1980 è intitolato all’attore reggiano Romolo Valli – e la cui capienza tra platea, quattro ordini di palchi e galleria, è di oltre 1.150 posti – è uno dei luoghi d’incontro e vita culturale più importanti della città, grazie anche a un’attività estremamente diversificata, che tocca praticamente tutti i generi dello spettacolo dal vivo e fa continuamente vivere i suoi spazi anche con incontri, mostre e installazioni. 

 

IL TEATRO ARIOSTO 

Il Teatro Ariosto è il secondo teatro di Reggio Emilia per grandezza, e sorge nel luogo in cui era edificato il settecentesco teatro di Cittadella.

Nel 1877 una società formata da azionisti privati si fa carico della costruzione di un nuovo edificio, chiamato “Politeama Ariosto”: il progetto viene affidato all’ingegner Grimaldi e la costruzione procede rapidamente, in economia e in un solo anno di cantiere, tanto che viene inaugurato l’11 maggio 1878.

Dalla sua inaugurazione al primo Novecento, il politeama è interessato da un’intensa attività anche cinematografica, ma già nel luglio del 1911 il Municipio di Reggio rileva anticipatamente i diritti diventandone il proprietario e al contempo cedendolo in affitto a privati. 

Nel 1927 il Comune decide di fare un cospicuo investimento patrimoniale sulla struttura: viene aggiunto il golfo mistico per l’orchestra, eliminate le strutture necessarie agli spettacoli equestri e il teatro (non più politeama) viene decorato ex-novo da Anselmo Govi con affreschi di gusto tardo-liberty. 

Con il passaggio alla gestione pubblica, nel gennaio del 1981, inizia una nuova stagione per il Teatro Ariosto, che da allora ospita la maggior parte degli allestimenti di prosa, alcuni titoli di danza e gli spettacoli per ragazzi della Fondazione, oltre a varie manifestazioni pubbliche. La sua attuale capienza è di 575 posti.

 

IL TEATRO CAVALLERIZZA

Il terzo teatro, il Teatro della Cavallerizza – Cesare Zavattini, è uno spazio straordinariamente eclettico ricavato nel 1986 cambiando destinazione d’uso all’ex Cavallerizza della Caserma Zucchi.

Per installarvi un’attività pubblica, la grande aula indistinta della Cavallerizza è stata divisa in due parti, corrispondenti alla zona d’ingresso, con i servizi essenziali, e alla sala teatrale, capace di 500 posti. 

Grazie alle attrezzature sceniche, potenziate e ammodernate nel 2014, e ad una gradinata mobile, predisposta per assumere diverse configurazioni in relazione al tipo di messa in scena da allestire, la Cavallerizza è uno spazio polivalente, destinato in particolare alla prosa di ricerca, alla danza contemporanea, al teatro musicale contemporaneo ma anche a stage, workshops, convegni ed eventi musicali.

 

LA FONDERIA

La Fonderia, sede della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, è stata inaugurata nel 2004 dal  recupero architettonico di una fonderia costruita nel 1938, che faceva parte del complesso industriale della Lombardini Motori, situato ai margini del centro storico della città di Reggio Emilia. L’opera di recupero, pensata e concretizzata con il contributo del Comune di Reggio Emilia e della Regione Emilia-Romagna, è stata affidata all’ingegnere Maurizio Zamboni, che ha valorizzato l’originale destinazione realizzando a vista impianti, finiture e pavimenti su stile industriale. 

L’edificio ha la struttura di una grande cattedrale romanica, in cui dominano il ferro e il vetro. La grande navata centrale, divisa in due sezioni – la piazza e la grande sala prove – è lunga 65 metri, larga 16 ed alta quasi 13. Le ali al lato ospitano due sale prova, i camerini e una sala dedicata a mostre, conferenze e piccoli incontri. I nomi delle tre sale prova – sala Fucina, sala Fusione e sala Formatura – mantengono un ideale legame tra la precedente e la nuova destinazione dell’edificio: anche nella coreografia i movimenti devono essere forgiati, fusi e “formati” per dar vita alla danza. Le sale sono impiegate per l’attività produttiva di Aterballetto, sono aperte alle altre compagnie e alle scuole di danza del territorio, nonché a numerosi artisti in residenza che alla Fonderia presentano i propri lavori.

Da luogo di fusione del metallo pesante, la Fonderia è diventata così efficiente laboratorio di fusione creativa dalla quale proseguire l’azione di promozione della danza e di diffusione dell’arte coreutica che ha fatto della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto un punto di riferimento d’importanza internazionale.