Nexus Factory
Le Palestriti
di Simona Bertozzi preparazione vocale Meike Clarelli
creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Valentina Foschi, Sara Cavalieri (in sostituzione di Paola Drera)
musica originale Meike Clarelli, Davide Fasulo
disegno luci e assistenza tecnica Rocio España Rodriguez
ufficio stampa Michele Pascarella
foto e video Luca Del Pia
organizzazione Francesca Proietti
amministrazione Roberto Berti
produzione Nexus Factory 2025
con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
con il supporto di Festival Danza Estate
in collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna
durata 50 min
Sinossi
Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità, elementi fondanti dell’intero progetto. Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia, patrimonio UNESCO e rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità. Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa, celebrano la vincitrice, trasformando l’atletismo in un atto di alleanza e coralità. Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e dispiegare la polifonia delle loro articolazioni. Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e favorire l’emersione di un corpo collettivo. Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso e ibrido, crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia. In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione.