Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
CANI LUNARI
di Francesco Marilungo
con Erica Bravini Alice Raffaelli, Barbara Novati, Roberta Racis, Francesca Linnea Ugolini, Vera Di Lecce ( cast a rotazione )
costumi Lessico Familiare
musica e Vocal Coaching Vera Di Lecce luci e Spazio Gianni Staropoli
foto e Video Luca Del Pia
produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
coproduzione SNAPORAZVEREIN, IRA – Institute progetto vincitore del Premio CollaborAction – Network Anticorpi XL.
Il progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia)
con il sostegno di Cross Festival, Primavera dei Teatri Castrovillari con il contributo di Marosi Festival, Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, Teatro delle Moire, Centro Coreografico Nazionale Aterballetto
durata 55 min
sinossi
Nei mesi invernali quando la luna è piena o quasi, può capitare che la luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari. Questi fenomeni atmosferici venivano letti come presagi di tempesta ma erano segnali di passaggio, varchi visivi verso l’invisibile. CANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico, nei saperi magici, nei corpi estatici. Un’indagine attorno alla figura della strega, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato, ma come emblema di un sapere marginale e potente, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. Il processo di ricerca unisce materiali d’archivio, testimonianze orali, iconografie folkloriche e pratiche corporee. Al cuore del progetto vi è la riflessione sul corpo isterico, luogo femminile di crisi ed enigma, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione. Le fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo, attraversati dall’invisibile, che performano un sapere altro. Il paesaggio sonoro, di Vera Di Lecce, intreccia elettronica e suono naturale, canti orali e formule magiche, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino. CANI LUNARI è un attraversamento, un sabba bianco, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.